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È questo il momento adatto per fare piccoli/grandi cambiamenti migliorativi. Ecco quali:

  • Cambiare la bici
  • la sua posizione biomeccanica
  • le scarpe da corsa
  • la tecnica di nuoto
  • la tecnica di corsa

Perché fare le modifiche in questa fase?

  • Perché i ritmi saranno sicuramente più lenti
  • le tensioni muscolari non troppo intense

dunque più facile e meno rischioso inserire cambiamenti nella preparazione e nella tecnica.

Nuova bici e biomeccanica

Evitare lunghe e intense uscite per adattarsi gradualmente I microtraumi, se non assorbiti dal corpo, potranno causare pericolose infiammazioni. Cambiare assetto in bici è una modifica molto delicata che necessita di parecchio tempo Meglio affidarsi a un professionista

Scarpe da corsa

È buono questo momento sia per allenamenti estensivi sia per quelli veloci. Ci vuole progressività e attenzione ai primi “scricchiolii”, anche quando compriamo scarpe uguali alle precedenti; è necessario “ammorbidirle” usandole in casa per qualche giorno Cambiamento graduale in termini di km o di tempo di corsa

Cambiare metodologia di allenamento

Importante è farlo con gradualità e oggettività Per fare un buon lavoro in palestra, questo deve essere correlato alla età e all’esperienza con i sovraccarichi del soggetto Se modifichiamo in modo importante una disciplina, ciò può condizionare anche le altre due. Quindi cambiamenti graduali e controllati.

Tecnica di corsa

  • Fare esercizi di reattività (skip, corsa calciata ecc.)
  • Fare esercizi di forza (squat, jump a carico naturale)

Attenzione però a procedere per piccoli stimoli tecnici protratti per molto tempo, in modo tale che l’atleta possa avere il tempo di modificare poco alla volta il suo modo di correre facendo diventare le correzioni un atteggiamento consolidato.

Tecnica del nuoto

Migliorare la tecnica di nuoto è meno rischioso di quella di corsa (meno impatti). Anche nel nuoto bisogna procedere con progressività per lavorare meglio sulla percezione del cambiamento. Per poter interiorizzare gli stimoli tecnici nuovi ci vuole tempo, continuità e grande attenzione.

 

TRATTO DA TRIATHLTE MAGAZINE