Gli studiosi del movimento fanno rientrare la corsa tra quella serie di movimenti, detti schemi motori di base, che tutti conoscono e hanno codificati nel proprio Dna.
Questo significa che anche chi voglia provare a cimentarsi in una multidisciplina senza aver mai corso qualche chilometro a piedi può iniziare senza alcun timore.

Ci sarà chi corre meglio e chi peggio, chi consuma più energia e chi meno, chi spinge più di polpaccio e chi più di coscia, ma alla fine tutti sono in grado di farlo. Quindi una bella esperienza, se si viene dal ciclismo del duathlon, se si viene dal nuoto dell’aquathlon in modo da non doversi cimentare in una disciplina davvero nuova, da affrontare con serenità. Si scelga una distanza non troppo impegnativa e si facciano i primi allenamenti di corsa anche alla buona, cercando solo di fare ogni volta di più e il primo traguardo è già superato.

Progetto Neofiti Ironman 70.3 Italy e Ironman Italy, con RunningZen e Triathlete il fisico si fa bestiale. E vogliamo parlare del body?

Non solo IRONMAN 70.3 Italy Pescara, ma come obiettivo del Progetto Neofiti c’è anche la Finish Line dell'IRONMAN Italy Emilia-Romagna a Cervia, il primo full distance su territorio nazionale targato Ironman
Da esordienti a veri triatleti: che fare per costruire una buona base aerobica, tecnica e di forza?

- Fare una valutazione funzionale nelle tre discipline attraverso dei test;
- stesura personalizzata di un programma di allenamento;
- imparare a gestire gli allenamenti.

Chi lo desidera potrà partecipare a uno stage di triathlon dal 23 al 25 febbraio. Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Scopri di più sul numero di gennaio-febbraio: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale.

Purtroppo è accaduto, ti sei ritirato durante la gara. Quali possono essere stati i motivi?
Molteplici: dai problemi energetici, muscolari, tecnici, legati all’attrezzatura, psicologici a quelli motivazionali. In questo caso il mio intervento di mental coach SFERA si concentra, non tanto su quanto è accaduto durante, ma sul momento di pianificazione e partecipazione della prossima gara. Potresti essere in una fase di blocco, di smarrimento, una delusione che sta generando timore per il prossimo confronto.

La novità editoriale di questo mese

Running per soli adulti. Il sesso che allena. Questo il titolo del nuovo libro edito da Correre scritto da Laura Sonzogni e Paolo Barghini. Un manuale che balla tra sesso e sport, due mondi nient’affatto lontani. Anzi. Scopri di più sul numero di novembre-dicembre: in edicola e disponibile anche attraverso abbonamento cartaceo e digitale. Acquista il libro nel nostro store Sportivi.it.

Era il 1974 quando Timothy Gallwey scrisse il primo libro sul coaching sportivo presentando il concetto di inner game. Da qui nacquero le varie specializzazioni del coaching. L’aspetto mentale ha un notevole impatto sulle performance degli atleti; tanto più è elevato il livello prestazionale dell’atleta tanto più esso assume importanza al fine del raggiungimento di risultati di successo. Si è giunti alla consapevolezza che nello sport è necessario oltre all’allenamento fisico, tecnico e tattico, anche lo sviluppo di un ottimale atteggiamento mentale, che può comportare la differenza tra una prestazione mediocre e una eccellente. 

Dunque, riassumendo:

Performance = Capacità fisiche + Tecnica + Tattica + Atteggiamento mentale

Ciò spiega il motivo per cui ci sono giornate in cui tutti i gesti riescono facilmente e con efficacia impressionante e altre in cui, invece, non si riesce a fare nulla di tutto quello che sembrava così semplice solo qualche giorno prima; eppure le condizioni metaboliche e tecnicotattiche sono sostanzialmente le stesse. Dipende evidentemente dall’atteggiamento mentale con cui ci si è approcciati a quella gara. L’aspetto mentale della prestazione sportiva rappresenta quindi l’elemento che chiude il triangolo dei fattori che determinano il successo di un programma di training: allenamento fisico, tecnico e mentale.

Mission

Compito del coaching sportivo è, in sintesi, allenare le capacità e le potenzialità della mente al fine di esprimere a livelli di eccellenza l’intero potenziale del singolo atleta, valorizzandone ed esaltandone i punti di forza e andando a contrastare, con il giusto atteggiamento e la giusta preparazione mentale, le aree di debolezza. Tra le varie tecniche che si utilizzano, approfondiamo quelle legate al concetto di dialogo interiore (self talk) che a sua volta è connesso alla definizione di inner game (gioco interiore), ovvero il gioco interno nella mente, indipendente dal tipo di gioco esterno a cui si sta giocando, che fa sì che l’avversario che si nasconde nella mente è spesso molto più forte di quello che ci si trova di fronte. Queste due aree fanno parte della Formula della Prestazione. Il dialogo interiore è rappresentato da tutto ciò che si dice a se stessi. La qualità del self talk influisce sulla qualità della vita; si pensi che in alcuni casi il dialogo interiore negativo può arrivare al 70% del totale.

Che fare

È fondamentale sostituire ciò che si dice a se stessi: non serve, anzi danneggia.
rimproveri («Ho di nuovo sbagliato», «Sono un cretino», «Non sono capace di fare niente»); • messaggi demotivanti («Non ce la farò mai», «È troppo dura per me», «Ho sempre fallito in questo»);
scuse («Non farò in tempo», «Non ho voglia», «Lo faccio domani»).

Cosa non fare

In particolare, esistono parole tossiche che vanno accuratamente evitate prima della gara:
No-Non È la parola tossica peggiore: abbassa il valore di ciò che diciamo. Il cervello aggancia il No allo stop, al blocco motorio; non riconosce il Non (es. non pensare a una tigre, comporta il fatto che immediatamente si pensa a una tigre). Crea contrasto e muro, perciò è un errore utilizzare con l’atleta il «non preoccuparti», «non pensarci» (riferendosi a un problema) prima di una gara.
Niente Deprezza o annulla il valore di ciò che si dirà dopo (es. «No, niente, volevo dire che…»).
Provare\cercare di… Sono verbi da cancellare; utilizzandoli si innesca il senso di dubbio (es. «Prova a correre insieme a…»).
Bisogna\si deve Evitare di utilizzare la terza persona nella comunicazione (es. «Bisogna fare progressi » o «si deve fare questi tempi…»): deresponsabilizza, genera confusione e abbassa il livello di consapevolezza.

Conclusioni

Dando messaggi positivi e incoraggianti si assumeranno decisioni migliori, da cui scaturiranno comportamenti produttivi che daranno risultati di eccellenza. L’atleta utilizza il self talk per rimanere concentrato sul presente e controllare le distrazioni, acquisire abilità, facilitare l’esecuzione del movimento, per cambiare gli stati emozionali dell’umore, migliorare la fiducia nelle capacità personali.

Luca De Ponti questo mese affronta l’argomento di “corsa (con)tro il tempo”, dunque, salute e invecchiamento

Luca De Ponti, nel suo articolo, affronta il tema delle infiammazioni, disturbi frequenti per un triatleta che mette a dura prova la sua struttura fisica

Running e crescita, questo il titolo dell’articolo del dottor Luca De Ponti, che tratta della corsa definendola un gesto naturale dell’uomo e propedeutica a uno sviluppo armonico del corpo, di muscoli e ossa

Siamo ormai a fine stagione e un’analisi dettagliata di come è andata può aiutare a migliore la prossima che verrà

Sergio Tempera

Consigli

Praticare sport a qualsiasi età è la scelta migliore, soprattutto se la propria sportività si è sempre limitata alle domeniche allo stadio o davanti alla Tv

Sono ormai conosciuti i benefici della pratica sportiva in forma moderata, soprattutto se di tipo aerobico (corsa, ciclismo, cammino, nuoto ecc..) in quanto condizionano l’organismo in modo positivo. A giovarne sono soprattutto i meccanismi legati al trasporto e all’utilizzo dell’ossigeno, che vengono migliorati non soltanto durante la pratica ma permangono nel tempo anche in situazione di riposo. Dopo i 40 anni ci si rende conto che mantenere la “macchina” in perfetta efficienza può essere, oltre che una cosa auspicabile, anche difficile. Ecco che spesso si cerca di iniziare o riiniziare a praticare uno sport per mantenersi in forma. Sicuramente una disciplina adatta può essere correre, pedalare o nuotare. È inevitabile che queste tre discipline sportive rappresentino il modo migliore per riprendere o iniziare a fare sport inteso come salute, se poi li uniamo in un’unica disciplina, il triathlon, raggiungiamo l’ultima frontiera del fitness.

Siamo giunti a metà stagione agonistica e arriva, così, il momento di ricaricare le pile per il finale di stagione. Con il caldo, se non state preparando long distance, ad allenamenti lunghi preferite quelli di qualità a volumi medi

Un laboratorio di nome triathlon, fucina di buone prestazioni: questo è la nostra rivista nella parte riguardante gli allenamenti, con gli utili consigli dei nostri tecnici

Siamo in piena estate, con gare alle spalle e altre ancora da affrontare. Come fare, dunque, a mantenere lo stato di forma?

Simone Diamantini consiglia di fare uno screening dei propri pregi e dei propri punti da migliorare in fase di allenamento; con Giorgio Rondelli analizziamo il recupero, che può essere sia attivo sia passivo per superare la fatica accumulata, ripristinare le capacità prestative, realizzare adattamenti muscolari che migliorano la performance