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Lo sport a Tavola
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Gli aspetti da curare per migliorare la prestazione sportiva sono essenzialmente tre: un programma di training su misura; la motivazione interiore per affrontare la competizione e il carico di allenamento quotidiano; l’alimentazione. I consigli di Paolo Barbera sull'organizzazione alimentare in una giornata di allenamenti

Se spesso si sente parlare con entusiasmo di un training efficace o di una nuova tabella stimolante, determinante, ricordiamolo, può essere anche un buon piano alimentare, soprattutto se, come nel caso del triathlon, l'impegno coinvolge tre diverse discipline. La parola a Paolo Barbera, due volte IM finisher (pb 10:29’ Zurigo 2011), dieci volte 70.3 finisher, un Lungo; pb maratona 2:55’, mezza maratona 1:19’. Lavora al Centro Medico Active Kids di Milano (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), per la cura dell’obesità infantile e adulta con avviamento all’attività sportiva.

Organizzazione

La difficoltà di ogni triatleta è quella di poter conciliare l’allenamento con gli impegni quotidiani della vita privata e del lavoro. Questo richiede una grande organizzazione. Alcuni si allenano all’alba, ma ormai in tantissimi hanno scelto la pausa pranzo come momento ideale per il training quotidiano. Allenamenti in orari particolari della giornata richiedono però la cura specifica del timing dell’alimentazione: l’obiettivo è avere l’energia necessaria per concludere la seduta senza avere nel frattempo processi digestivi in corso.

Colazione adeguata e completa

Quando e cosa si mangia per allenarsi in pausa pranzo? Per trovare la risposta dobbiamo fare un passo indietro e tornare al momento della colazione, che è il pasto più importante perché non solo deve fornire l’energia per affrontare la giornata, ma è indispensabile per attivare e stimolare il metabolismo. Fare una colazione adeguata significa andare al di là della tazza di tè o latte con qualche biscotto o, peggio ancora, di cappuccio e brioche al bar. Si deve entrare nell’ordine di idee che la colazione deve avere tante calorie quanto il pranzo e la cena. Una colazione corretta deve quindi contenere fibre, sali mineralivitamine, carboidrati e un adeguato apporto di proteine. Sulla fonte di carboidrati, siamo tutti bravi, o crediamo di esserlo, mentre su fibre e proteine si fa molta più fatica. Tanti non riescono a trovare proteine da mangiare al mattino. Per aiutarli in questa “ricerca”, ecco tre esempi di colazione completa sia dal punto di vista calorico sia nutritivo (vedi prossimo paragrafo). È importante mantenere sempre lo schema di base, fibre–proteine–carboidrati, evitando abbinamenti che per alcuni potrebbero richiedere tempi digestivi lunghi come caffè + latte, spremuta + yogurt ecc.

Esempi di colazione

  1. Yogurt di soia magro senza zucchero aggiunto con macedonia di frutta, cerali integrali, miele, noci.
  2. Un frutto fresco di stagione, gallette con ricotta fresca ricoperta di marmellata o miele e scaglie di mandorle, tè.
  3. Un frutto fresco di stagione, gallette con petto di tacchino al forno, due fette biscottate con miele o marmellata, caffè.

Prima dell'allenamento

Una colazione corretta dovrebbe farci arrivare all’ora dell’allenamento in condizione di equilibrio, cioè con una quantità adeguata di energia da spendere nell’allenamento, ma con l’apparato digerente “libero” da impegni. Ricordiamo sempre che durante la digestione una certa quantità di sangue deve affluire verso l’apparato digerente e sarà quindi sottratta ai muscoli impegnati nell’attività. Non potendo mangiare una razione di carboidrati prima dell’attività per evitare gli effetti indesiderati indotti dall’insulina, l’ideale sarebbe fare un piccolo spuntino in tarda mattinata con un frutto o una barretta con una buona quantità di carboidrati e proteine, per non alzare la glicemia, ma povera di grassi, per non allungare il processo digestivo.

Un'alternativa

Una soluzione diversa riguarda l’opportunità di alimentarsi non prima ma durante l’allenamento. Alcuni studi, iniziati nei primi anni ’90 (Langenfeld, Seifert, Rudge, Bucher), hanno dimostrato che se durante l’attività fisica si assume una corretta razione di carboidrati, quanto mangiato nelle ore precedenti diventa meno importante. I carboidrati ingeriti durante l’attività fisica favoriscono l’afflusso di zuccheri nel sangue, che vengono utilizzati dai muscoli salvaguardando le riserve epatiche e muscolari di glicogeno. Se abbiamo in programma una sessione di bici o nuoto, mettiamo in una borraccia una soluzione di carboidrati e sali minerali con un contenuto calorico direttamente proporzionale all’intensità del lavoro programmato. Queste soluzioni devono essere ingerite a intervalli regolari dopo aver concluso la fase di riscaldamento. Durante un allenamento di corsa possiamo invece assumere un gel dopo i primi 10-15 minuti di attività.

Dopo l'allenamento

Molto importante per poter proseguire la giornata lavorativa in condizioni di brillantezza è il reintegro delle energie consumate durante l’allenamento. Le prime cose da reintegrare sono i liquidi. La soluzione migliore è quella di ingerire acqua (o soluzioni saline) e un frutto prima ancora di fare la doccia (o anche sotto la doccia). Nei minuti successivi, in base al tempo a disposizione dobbiamo assumere una porzione di carboidrati complessi come pasta, riso o altri cereali (meglio se integrali e biologici) con un condimento leggero, accompagnati da un po’ di proteine (bresaola, petto di pollo ecc.). Se invece abbiamo esaurito il tempo a disposizione, opteremo per un meno salutare ma necessario pasto sostitutivo in forma di barretta o, meglio, in polvere da sciogliere in acqua o latte per garantire anche una maggiore idratazione.

Per finire la giornata

L’integrazione di carboidrati durante l’attività e l’immediato reintegro nei minuti successivi preserva le riserve di glicogeno. Questo accorcia i tempi di recupero e, quindi, offre la possibilità di un secondo allenamento nelle ore serali. Nel caso in cui il doppio giornaliero sia frequente, può essere indicato discutere con un medico o un nutrizionista anche un livello adeguato di integrazione alimentare che possa sostenere lo stress fisico e mentale del carico di lavoro. 

Photo credit: Pixabay.