Integrazione
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Indiscutibili gli effetti della chetosi su sovrappeso, obesità e patologie metaboliche. Paolo Godina sottolinea che mancano, però, evidenze scientifiche di risvolti prestativi nell’endurance; tantomeno è confermata l’efficacia dei chetoni esogeni, oggi integratori molto in voga

Il mercato degli “integratori per lo sport” è molto allettante ed è facile lasciarsi ingolosire dalla proposta di prodotti che promettono di migliorare la nostra performance o la nostra forma fisica senza sforzi. Nel numero di gennaio-febbraio della rivista abbiamo parlato di dieta chetogenica e sport di resistenza. In questo ulteriore articolo su Triathlete di marzo, Godina completa l’approfondimento al riguardo, scrivendo di un gruppo di integratori molto in voga in questi anni, strettamente legati al concetto di dieta chetogenica: i chetoni.

Chi è dentro, è dentro

Godina inizia ricordando che la dieta chetogenica è una strategia dietetica a bassissimo contenuto di carboidrati, finalizzata al dimagrimento o adottata per curare determinate patologie, e che porta in modo fisiologico alla produzione di sostanze dette corpi chetonici. Tale strategia determina una serie di adattamenti biochimici ed endocrini rivolti all’utilizzo dei grassi come fonte di energia. Tra gli effetti della chetosi indotta dalla dieta, il più noto è quello della riduzione della sensazione di fame e del risparmio della massa muscolare pur in condizione di forte restrizione calorica: insomma, si dimagrisce rapidamente e senza perdere muscoli.

Chi è fuori, è fuori

Godina prosegue parlando di integrazione, ovvero di utilizzo di chetoni esogeni, cioè sostanze che arrivano dall’esterno e che possono essere utilizzate tanto nell’ambito delle diete chetogeniche, al fine di ottimizzarne l’effetto, quanto nell’ambito dello sport come supplementi energetici. L’ipotesi, infatti, è anche quella che i chetoni assunti come integratori possano, allo stesso modo della chetosi indotta dalla dieta, ridurre la sensazione di fame e portare a un risparmio muscolare, oltre che a fungere da substrati energetici alternativi. In commercio si trovano numerosi integratori di chetoni, per la cui composizione vi rimandiamo a Triathlete di marzo.

Mimo imperfetto

L’assunzione di chetoni esogeni porta a un rapido aumento della concentrazione dei corpi chetonici nell’organismo, con effetti che in qualche modo possono mimare una chetosi reale, ma l’esito è solo parziale: la chetosi indotta dagli integratori, infatti, non stimola tutti gli adattamenti di quella prodotta dalla dieta, e Godina nel suo pezzo spiega il perché e cosa questo comporta, oltre a sottolineare quanto la letteratura scientifica, in realtà, sia povera di lavori sull’efficacia e sulla sicurezza degli integratori a base di chetoni.

Piazza dei miracoli

Di miracoli i chetoni non ne fanno. A oggi resta insostituibile una dieta sana e bilanciata, basata in prevalenza sulla scelta di cereali, frutta verdura, pesce e carne. L’uso degli integratori sportivi in molte casi risulta utile o, addirittura, insostituibile grazie alla praticità d’assunzione che li contraddistingue, ma bisogna stare molto attenti a quello che il mercato propone. 

Infine, Godina ricorda che per nuotare, pedalare e correre forte, sostenendo sforzi di lunga durata, il nostro organismo necessita piuttosto di una miscela energetica composta da carboidrati, grassi e, in minima parte, da proteine.

Foto: 123rf.

Nota: Questo testo rappresenta una sintesi del servizio “Dieta chetogenica, (ulteriori) miti da sfatare”, di Paolo Godina, pubblicato su Triathlete n. 268, marzo 2021 (in edicola a inizio marzo), alle pagine 82-83.

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